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Monday, December 19, 2011

Pietrabbondante, un luogo incantato del Molise alla ricerca del turismo che non decolla

Posted by MAKMU ta On Monday, December 19, 2011

Cavallo di battaglia per gli amministratori del territorio, resta soffocato dalla mancanza di programmazione. Senza neppure un albergo per dormire.

È un paesino arroccato sull’Appennino Pietrabbondante, incastonato tra tre grandi rocce, conosciute nel territorio alto molisano come “morge”. Situato in Provincia di Isernia, fa parte di un’area sconosciuta ai più nel resto della penisola. Ma nota agli amanti dell’archeologia e della storia antica. Infatti, a Pietrabbondante, mille metri di altitudine su un paesaggio mozzafiato, risiede il sito archeologico più importante del Sannio, sede di un imponente Santuario costruito dai Sanniti (popolo italico che osò sfidare Roma) tra il II e il I sec. a. C. Un luogo incantato, visitato ogni anno da migliaia di turisti, che arrivano da ogni dove, per rivivere con la memoria gesta e vicende di quella civiltà, apprezzare le forme architettoniche degli edifici in cui si sviluppò la vita religiosa e politica del popolo sannita. Il teatro in pietra calcarea che domina il sito è l’unico esemplare al mondo a possedere sedili anatomici. Una perla per gli esperti del settore. Arricchita dai nuovi ritrovamenti e consapevolezze emerse durante le ultime campagne di scavo, condotte dal Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma, Adriano La Regina. Nonostante le ricchezze culturali, chiuse come in uno scrigno nel paesino ai confini con l’Abruzzo, il settore turistico stenta a decollare. Manca una pianificazione attenta sui servizi da offrire ai visitatori. Basti pensare che Pietrabbondante è l’unico centro del territorio che non possiede una struttura ricettiva per la notte. Una carenza, che dopo la visita “mordi e fuggi” tra il paese e l’area archeologica, porta i turisti altrove. Lasciando l’economia locale a secco.

Nel 2005 sono cominciati i lavori per la costruzione di una “foresteria”, con l’obiettivo di adibirla ad albergo, ma dopo aver speso 400.000 euro, finanziati dal CIPE, l’opera è rimasta incompiuta. Ed ancora giace, come un pugno nell’occhio, all’ingresso del paese, circondata da sterpaglie. Ora pare che la nuova amministrazione si stia adoperando per terminare la struttura, che lasciata così, serve solo a rovinare il paesaggio, rigoglioso di boschi e di natura incontaminata. La Soprintendenza ai Beni Archeologici spesso non ha soldi neppure per tagliare l’erba che cresce intorno agli edifici sacri dell’antico popolo sannita. Per aumentare l’orario di apertura del sito, il Comune di Pietrabbondante e l’Ente culturale impiegano i volontari del Servizio Civile Nazionale, che integrano l’attività dei custodi e accompagnano i visitatori tra i tesori dell’area archeologica. Inoltre, quando il personale statale andrà in pensione, non sarà rimpiazzato.

 La politica regionale, dal canto suo, non ha dato input positivi allo sviluppo turistico. Continuano a mancare i servizi essenziali. Da qualche anno, in paese, si sta costruendo un museo, finanziato dalla Regione Molise. Il 29 agosto di quest’anno, agli albori della nuova campagna elettorale, che avrebbe incoronato ad ottobre, per la terza volta, il governatore Michele Iorio (fedele sostenitore del PDL di Silvio Berlusconi), è stato inaugurato in pompa magna il primo lotto dell’opera, in un cantiere ancora aperto. La struttura è indispensabile per conservare e rendere fruibili reperti e ritrovamenti venuti fuori da anni di scavi, alcuni andati persi in passato e finiti ad abbellire i musei di Roma e di Napoli. Ma una volta terminato, resterà il dilemma della gestione. La Regione avrebbe finanziato l’opera a favore del Comune, ma né l’Ente locale, né la Soprintendenza, che è entrata nel progetto espositivo a cose già fatte, possono con le loro ridotte risorse sostenerne le spese. L’idea della Regione Molise sarebbe quella di affidare la gestione ad una Fondazione, Molise Cultura (in parte di proprietà della Regione stessa). “La legge – spiega l’assessore alla cultura del Comune di Pietrabbondante, Bruno Moncharmont – prevede che un bene pubblico venga dato in affidamento ad un ente pubblico, non ad un privato”. Insomma, all’orizzonte si preannuncia una bagarre sulla questione. Anche perché, a quanto pare, il Soprintendente molisano, non permetterà mai ad una fondazione di esporre nel museo. E il Comune non dovrebbe avere solo il ruolo di “passa soldi”, ma occuparsi direttamente del territorio che amministra. “Ai tempi della vecchia amministrazione – aggiunge l’assessore – sotto ci sono stati interessi privati”. Come finirà?

Per arrivare a Pietrabbondante, poi, se non si viaggia in auto è un’impresa. Dagli anni Sessanta è cominciato un processo di impoverimento delle ferrovie, per privilegiare il trasporto su gomma, che con gli ultimi tagli del Governo, si è ridotto ancora di più. Le storiche rotaie che attraversano il territorio alto molisano (linea Carpinone – Sulmona), dopo più di 100 anni di attività, sono state dismesse. Solo di recente, dopo numerose proteste contro il muro, un’azienda di trasporti abruzzese vorrebbe ripristinare la tratta a fini turistici. Chissà. Il potenziale per attirare visitatori da tutto il mondo c’è: i Tratturi (antiche strade erbose larghe 111 metri, utilizzate dagli antenati per la transumanza), le aree archeologiche, le riserve MAB protette dell’UNESCO, impreziosiscono il territorio. Ma a volte, resta tutto campato in aria. Da qualche anno, sette comuni della zona (compreso Pietrabbondante) si sono uniti per formare un Consorzio turistico (ASSOMAB). Hanno cominciato a valorizzare i Tratturi, a pianificare online una rete per offrire opportunità ai visitatori. E l’ultima frontiera in fase di esplorazione sarebbe quella di puntare sul trekking. Ma la strada è ancora lunga e senza una programmazione seria, Pietrabbondante resterà quel luogo incantato e raro, ma spopolato e senza futuro. Trovare lavoro, d’altronde, è un’avventura e la maggior parte dei giovani fa le valigie e va via, come gli emigranti di cinquanta anni fa, alla ricerca di una terra promessa.

A.Z.

Articolo pubblicato su alleanza democratica.eu



Wednesday, August 31, 2011

Inaugurato il primo lotto del Museo Archeologico di Pietrabbondante

Posted by MAKMU ta On Wednesday, August 31, 2011

Progetti grafici sulle pareti, pilastri di ferro ed una vetrata gigante, che dà accesso alla luce del sole. Il primo lotto del Museo Archeologico di Pietrabbondante è stato inaugurato lunedì mattina, tra le polveri di un cantiere ancora aperto. Tre milioni ed ottocento mila euro la somma già finanziata per completare l’opera (di cui due milioni sono stati utilizzati per la prima parte) la quale ospiterà cimeli e ricchezze del Santuario sannita di località Calcatello.
Un’inaugurazione quasi inattesa, che ha visto la partecipazione di tutti i vertici istituzionali, dal Presidente della Regione, Michele Iorio, al Presidente della Provincia, Luigi Mazzuto, ai responsabili della Soprintendenza ai Beni Archeologici e Paesaggistici. Una vetrina nella vetrina, per rendere omaggio alla struttura. Un elemento importantissimo per il paese e per l’intero territorio, che da tempo sognava un luogo ad hoc per conservare e rendere fruibili le risorse storico-culturali della zona. Fonte di identità ed occasione per lo sviluppo turistico.

“Entro circa sette mesi – ha svelato l’assessore regionale alla Programmazione, Gianfranco Vitagliano – l’opera dovrebbe essere completata. Il secondo lotto è già stato finanziato. Ora bisognerà concludere l’accordo tra la Regione, il Comune e la Soprintendenza per la gestione degli spazi e l’allestimento dei reperti”. Secondo quanto proposto dall’assessore, la gestione dovrebbe essere affidata alla Fondazione Molise Cultura (della Regione Molise), con l’idea di investire nelle capacità e competenze di giovani addetti ai beni archeologici e culturali. “Si tratta di un’idea nata quasi 50 anni fa – ha precisato il sindaco di Pietrabbondante, Giovanni Tesone – ed oggi è una soddisfazione. Entro il prossimo anno, sarà possibile utilizzarlo. Dopo aver terminato il secondo lotto, bisognerà sistemare la parte esterna, in cui è previsto un parco archeologico, con la possibilità di mostre”.

La struttura si presenta su quattro piani, di cui due sono sotterranei. Il primo sarà adibito a laboratorio di restauro, fondamentale per una buona conservazione delle opere, dal secondo dovrebbero cominciare gli spazi per le esposizioni. Il progetto viene inteso come un’opera strategica per tutto l’Alto Molise e per il rilancio della zona, un edificio che si inserisce in un disegno più ampio per il turismo, con l’intento di creare una rete tra le risorse storico-culturali dell’intero territorio e renderla fruibile al visitatore attraverso un percorso congiunto.

“Il primo progetto - ha spiegato il Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise, Stefano D’Amico – era troppo impattante per l’ambiente, poi l’abbiamo modificato, anche predisponendo un’area esterna caratterizzata da un percorso tortuoso che dalla strada conduce al museo. Un parco per le mostre all’aperto. Abbiamo inserito un tragitto per dare accessibilità ai diversamente abili. Ho notato nei progettisti una particolare sensibilità per il contesto, pur trattandosi di un’opera di architettura contemporanea”. Alcuni materiali per i rivestimenti, secondo i disegni grafici esposti, sarebbero in empatia con la pietra o la natura che domina il paesaggio.

“L’allestimento è già stato pensato – ha precisato Stefania Capini della Soprintendenza ai Beni Archeologici – la struttura è destinata ad integrare la visita al Santuario e ai rapporti che aveva con il territorio circostante. Per quanto riguarda i reperti finiti in altre città sono già stati quasi tutti restituiti. Resta qualcosa a Napoli e a Bruxelles”. Dunque, grande entusiasmo, in attesa della funzionalità vera e propria dell’edificio. A ricordare l’importanza storico-culturale che un museo di questo tipo può avere a Pietrabbondante, dove un tempo i Sanniti prendevano le decisioni più importanti per il futuro del loro Stato e per la vita civile, è stato Adriano La Regina, archeologo e Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma, impegnato dagli anni ’70 nelle campagne di scavi dell’area sannitica. “L’idea dell’Italia, come terra unita politicamente – ha rivelato alla folla accorsa a visitare la struttura – è nata a Pietrabbondante, durante la guerra sociale tra gli italici contro Roma. La nostra conoscenza dell’Italia unita e dei Sanniti nasce proprio da qui. Un motivo in più per inaugurare il museo proprio durante i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia.” Quindi, una grande valenza ideale, racchiusa nell’enorme documentazione che si possiede sul popolo sannita. E nello stesso monumento ai caduti, che troneggia nella piazza del paese, vestito da sannita.

“L’identità e l’autonomia della Regione – ha detto il Presidente Iorio, in riferimento alla manovra finanziaria del Governo, che taglia gli Enti – è fondamentale per raggiungere anche questi obiettivi.” Quindi, appuntamento al prossimo anno per il completamento e per vedere il Museo finito e in vita.

Adelina Zarlenga
Primo Piano Molise

Monday, May 16, 2011

Un museo archeologico a tutela dei beni culturali

Posted by MAKMU ta On Monday, May 16, 2011

Sono tanti i tesori sanniti dispersi in Italia. Il nuovo museo, inaugurato in autunno, sarà un’importante centro turistico e culturale per l’intero Alto Molise.

PIETRABBONDANTE. Sta per diventare realtà il nuovo museo archeologico di Pietrabbondante. Una struttura importante, da tempo desiderata in Alto Molise, che permetterà di custodire in modo degno i tesori riemersi durante le varie campagne di scavo. La Giunta comunale del borgo di montagna ha da poco deliberato per ottenere il deposito dei beni archeologici presso il nuovo edificio, incastonato all’interno del paese. Tesori appartenenti all’antico modo sannita, che saranno posizionati dalla Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Culturali del Molise in adeguati percorsi di allestimento. Così, in tempi non proprio propizi per la cultura e le rilevanti attività che ruotano intorno ad essa, a Pietrabbondante, sede di una delle aree archeologiche sannitiche più importanti d’Italia, in autunno sarà inaugurata la nuova struttura, che permetterà di risolvere i problemi legati alla conservazione e alla valorizzazione dei beni culturali. Sono infatti numerosi i cimeli, le statue, le armature preziose disperse nei vari centri museali dello stivale. Molti reperti sono conservati presso i musei archeologici di Napoli e Roma, altri sono andati dispersi in passato. Quando non si aveva consapevolezza del loro inestimabile valore. Il museo, finanziato dalla Regione Molise e messo in opera dal Comune di Pietrabbondante, di cui è in fase di completamento il secondo lotto funzionale, mira a diventare un centro di convergenza culturale e turistica, per far conoscere tutto il territorio alto molisano e aumentare il suo valore fuori dai confini regionali. Il progetto è strutturato su tre livelli e in una serie di spazi espositivi destinati ad ospitare la storia e l’archeologia del luogo, attraverso reperti, pannelli didattici, plastici e ricostruzioni grafiche e fotografiche delle varie realtà da mettere in mostra. Per l’esterno è prevista la creazione di un parco archeologico urbano, immerso nel verde e concepito per integrare la struttura con il contesto circostante. Dare la possibilità ai visitatori e agli abitanti del luogo di usufruire di un’area attrezzata per il relax e la socializzazione. Sul lato orientale, sarebbe previsto un prato con alberi, mentre nell’altro lato dovrebbe snodarsi una passeggiata architettonica dall’andamento sinuoso circondata da piante e natura. L’edificio è pensato all’interno di una logica eco-compatibile, infatti i materiali utilizzati per il rivestimento esterno dovrebbero essere conformi ed integrati al contesto ambientale circostante. Tra questi, la pietra sbozzata, che rispecchia un tipo di accostamento non mimetico con le case del paesino e le “morge”. Quelle imponenti rocce su cui Pietrabbondante sembra arrampicarsi. Il museo archeologico è stato realizzato anche con lo scopo di creare un collegamento diretto tra località Calcatello, in cui si trova il santuario sannita e il noto complesso tempio-teatro, e il centro abitato, spesso poco visitato dai turisti, i quali dopo essersi inoltrati tra i preziosi ruderi dell’area archeologica raramente si soffermano in paese. Secondo le ultime stime, i visitatori del sito sannitico sono circa 40.000 l’anno. Una quantità notevole, che potrebbe migliorare anche nel centro urbano l’indotto turistico ed economico. “L’Alto Molise” – spiega Giovanni Tesone, sindaco di Pietrabbondante – “punta su una struttura del genere, di richiamo per i turisti, per le scuole e per la valorizzazione della nostra storia e cultura. Se i risultati saranno quelli che gli Enti (Regione Molise, Comune e Soprintendenza) si sono prefissati, non è da escludere un ulteriore ampliamento.” Oltre alle sale espositive, è previsto un laboratorio destinato al restauro dei reperti. L’intento è quello di raccogliere in un unico luogo, finalmente adatto, i vari oggetti di scavo oggi sistemati in depositi di convenienza e magari riportare nella terra natia anche quei tesori dislocati in diverse città della penisola. Il problema della conservazione dei beni è stato più volte affrontato dai funzionari della Soprintendenza e da Adriano La Regina, archeologo e direttore dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma, che da tempo si occupa delle campagne di scavo di Pietrabbondante. «La conservazione» - disse in occasione della presentazione degli ultimi ritrovamenti a dicembre dello scorso anno - «comporta più investimenti della scoperta. Fino ad ora le opere sono state ricoperte con teloni e protezioni provvisorie, ma non si può fare per sempre. C’è bisogno di un progetto valido per la conservazione, indispensabile per non far finire in malora le meraviglie tutelate dai secoli. Se non ci saranno piani per questi fini bisognerà ricoprire ciò che è stato trovato.» E proprio nel 2010 “Italia Nostra” (Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione), ha inserito il sito archeologico del paesino ad alta quota nella lista dei monumenti da salvare. Il motivo? «Mancanza di personale addetto alle guide qualificate. Nessun servizio. Nessuna qualificazione.» Oggi, il servizio di accompagnamento turistico è svolto dai volontari del servizio civile e l’apertura del nuovo museo potrebbe risollevare le sorti di un meraviglioso angolo culturale in simbiosi con la natura.

Adelina Zarlenga
su Primo Piano Molise del 12 maggio 2011

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