Showing posts with label santuario sannita. Show all posts
Showing posts with label santuario sannita. Show all posts

Tuesday, February 14, 2012

Immagini dall'area archeologica sommersa dalla neve...

Posted by MAKMU ta On Tuesday, February 14, 2012

Ingresso area archeologica
Non nevica più, forse. Oggi bimbi e ragazzi sono tornati sui banchi di scuola. Anche l'area archeologica ha riaperto i battenti, ma per "qualche" giorno non sarà accessibile, a causa delle montagne di neve che intralciano il passaggio e ricoprono tutto. 

Eccovi le FOTO in ESCLUSIVA.
Ingresso biglietteria

Casetta dei custodi

Monday, September 12, 2011

ADRIANO LA REGINA RACCONTA ...

Posted by MAKMU ta On Monday, September 12, 2011

NUOVE SCOPERTE DAGLI ULTIMI SCAVI


PIETRABBONDANTE. Cappello alla “pescatora” bianco e macchina fotografica al collo. Si aggira tra i tesori dell’antico Santuario sannita di Pietrabbondante, Adriano La Regina, tra quei resti di edifici imponenti, appartenenti ad un lontano passato, che lui stesso ha riportato alla luce. Ne conosce i minimi dettagli, ne scruta le particolarità, i linguaggi, le storie. Dopo più di tre mesi dall’apertura della nuova campagna di scavi nell’importantissima area archeologica di Pietrabbondante, abbiamo incontrato  il Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma, che dagli anni Settanta si occupa di scoprire le meraviglie del Sannio. Ci ha raccontato le novità emerse dalle nuove attività di scavo, le più recenti consapevolezze. Una di queste riguarda la “domus publica”, un vero e proprio unicum in Italia.

“Abbiamo continuato ad indagare nella zona della “domus publica” – ha detto La Regina parlando della grande residenza sannitica in cui venivano ospitati i personaggi istituzionali del tempo, per occasioni religiose ed alleanze politiche - ma la ricerca non è finita. L’edificio è stato individuato nelle linee generali e sono emerse fasi edilizie diverse, in ragione dell’uso che se n’è fatto nel tempo. La grande novità di questa casa è il portico quadrangolare aperto nella parte posteriore e l’ambiente contrapposto al tablino: un’aula per le riunioni o la curia dei sacerdoti, dove si trovavano per i banchetti o per trattare su questioni importanti”.

 La struttura, ora in fase di restauro, ha avuto una vita lunga e complessa. Gli studenti guidati dagli archeologi hanno rinvenuto due livelli di pavimenti, che testimoniano i diversi utilizzi della casa. Dopo le funzioni di uso pubblico, in epoca sannitica, si presume ci sia stata una fase di decadimento. In età augustea la domus fu ristrutturata, probabilmente, dalla famiglia dei Socelli. Famiglia facoltosa che aveva il controllo dell’area. Poi, ci sarebbe stato un periodo di impoverimento delle attività produttive della famiglia e dunque dell’intera zona. “La maggior parte dei metalli – sottolinea l’archeologo – sono scomparsi. Questo è un ulteriore elemento da cui si può capire che dalla metà del IV secolo non ci sono tracce di vita nella casa. Ci furono saccheggi, asportazioni di metallo. Venivano demoliti anche i monumenti per estrapolare le grappe di bronzo, che servivano per tenere unite le pietre”. Insomma, una parte del Santuario, il più importante luogo di riferimento politico e religioso per i Sanniti, fu abbandonata, in altre zone continuò la vita. L’anno prossimo, dopo il restauro, la domus sarà pronta per essere aperta al pubblico. Un altro prezioso tassello della storia dei nostri antichi antenati potrà essere fruibile ai visitatori, che arrivano da tutta Italia e da vari angoli del mondo, per vivere l’autentica dimensione culturale e paesaggistica che l’area archeologica offre.

 Altre indagini sono state svolte su altri edifici. Per esempio, intorno ai portici accanto al tempio piccolo (Tempio A), dove sono stati scoperti due livelli: uno superiore, in cui si trovavano le botteghe con colonnato in mattoni - che si affacciavano lungo un’importante asse stradale - risalenti ad un periodo successivo ai Socelli; l’altro inferiore, contemporaneo al Tempio A sannitico. In quest’area sono stati ritrovati resti di sacrifici animali, dedicati alle divinità e il “fulgor conditum”. Si tratta di un particolare rito religioso sannitico, che consisteva nel seppellire gli oggetti colpiti da un fulmine. L’anno scorso è stata scovata proprio in questa zona una statuetta chiaramente danneggiata dalla saetta “divina”.

A.Z 
da: "PRIMO PIANO MOLISE"

Wednesday, August 31, 2011

Inaugurato il primo lotto del Museo Archeologico di Pietrabbondante

Posted by MAKMU ta On Wednesday, August 31, 2011

Progetti grafici sulle pareti, pilastri di ferro ed una vetrata gigante, che dà accesso alla luce del sole. Il primo lotto del Museo Archeologico di Pietrabbondante è stato inaugurato lunedì mattina, tra le polveri di un cantiere ancora aperto. Tre milioni ed ottocento mila euro la somma già finanziata per completare l’opera (di cui due milioni sono stati utilizzati per la prima parte) la quale ospiterà cimeli e ricchezze del Santuario sannita di località Calcatello.
Un’inaugurazione quasi inattesa, che ha visto la partecipazione di tutti i vertici istituzionali, dal Presidente della Regione, Michele Iorio, al Presidente della Provincia, Luigi Mazzuto, ai responsabili della Soprintendenza ai Beni Archeologici e Paesaggistici. Una vetrina nella vetrina, per rendere omaggio alla struttura. Un elemento importantissimo per il paese e per l’intero territorio, che da tempo sognava un luogo ad hoc per conservare e rendere fruibili le risorse storico-culturali della zona. Fonte di identità ed occasione per lo sviluppo turistico.

“Entro circa sette mesi – ha svelato l’assessore regionale alla Programmazione, Gianfranco Vitagliano – l’opera dovrebbe essere completata. Il secondo lotto è già stato finanziato. Ora bisognerà concludere l’accordo tra la Regione, il Comune e la Soprintendenza per la gestione degli spazi e l’allestimento dei reperti”. Secondo quanto proposto dall’assessore, la gestione dovrebbe essere affidata alla Fondazione Molise Cultura (della Regione Molise), con l’idea di investire nelle capacità e competenze di giovani addetti ai beni archeologici e culturali. “Si tratta di un’idea nata quasi 50 anni fa – ha precisato il sindaco di Pietrabbondante, Giovanni Tesone – ed oggi è una soddisfazione. Entro il prossimo anno, sarà possibile utilizzarlo. Dopo aver terminato il secondo lotto, bisognerà sistemare la parte esterna, in cui è previsto un parco archeologico, con la possibilità di mostre”.

La struttura si presenta su quattro piani, di cui due sono sotterranei. Il primo sarà adibito a laboratorio di restauro, fondamentale per una buona conservazione delle opere, dal secondo dovrebbero cominciare gli spazi per le esposizioni. Il progetto viene inteso come un’opera strategica per tutto l’Alto Molise e per il rilancio della zona, un edificio che si inserisce in un disegno più ampio per il turismo, con l’intento di creare una rete tra le risorse storico-culturali dell’intero territorio e renderla fruibile al visitatore attraverso un percorso congiunto.

“Il primo progetto - ha spiegato il Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici del Molise, Stefano D’Amico – era troppo impattante per l’ambiente, poi l’abbiamo modificato, anche predisponendo un’area esterna caratterizzata da un percorso tortuoso che dalla strada conduce al museo. Un parco per le mostre all’aperto. Abbiamo inserito un tragitto per dare accessibilità ai diversamente abili. Ho notato nei progettisti una particolare sensibilità per il contesto, pur trattandosi di un’opera di architettura contemporanea”. Alcuni materiali per i rivestimenti, secondo i disegni grafici esposti, sarebbero in empatia con la pietra o la natura che domina il paesaggio.

“L’allestimento è già stato pensato – ha precisato Stefania Capini della Soprintendenza ai Beni Archeologici – la struttura è destinata ad integrare la visita al Santuario e ai rapporti che aveva con il territorio circostante. Per quanto riguarda i reperti finiti in altre città sono già stati quasi tutti restituiti. Resta qualcosa a Napoli e a Bruxelles”. Dunque, grande entusiasmo, in attesa della funzionalità vera e propria dell’edificio. A ricordare l’importanza storico-culturale che un museo di questo tipo può avere a Pietrabbondante, dove un tempo i Sanniti prendevano le decisioni più importanti per il futuro del loro Stato e per la vita civile, è stato Adriano La Regina, archeologo e Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma, impegnato dagli anni ’70 nelle campagne di scavi dell’area sannitica. “L’idea dell’Italia, come terra unita politicamente – ha rivelato alla folla accorsa a visitare la struttura – è nata a Pietrabbondante, durante la guerra sociale tra gli italici contro Roma. La nostra conoscenza dell’Italia unita e dei Sanniti nasce proprio da qui. Un motivo in più per inaugurare il museo proprio durante i festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia.” Quindi, una grande valenza ideale, racchiusa nell’enorme documentazione che si possiede sul popolo sannita. E nello stesso monumento ai caduti, che troneggia nella piazza del paese, vestito da sannita.

“L’identità e l’autonomia della Regione – ha detto il Presidente Iorio, in riferimento alla manovra finanziaria del Governo, che taglia gli Enti – è fondamentale per raggiungere anche questi obiettivi.” Quindi, appuntamento al prossimo anno per il completamento e per vedere il Museo finito e in vita.

Adelina Zarlenga
Primo Piano Molise

Thursday, June 16, 2011

Pietrabbbondante ottiene lo Scudo Blu

Posted by MAKMU ta On Thursday, June 16, 2011

Custodirà il sito archeologico di Pietrabbondante lo Scudo Blu della SIPBC, la Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali. Un riconoscimento prestigioso, emblema internazionale di tutela dei Beni Culturali. In Italia ce ne sono pochissimi. Infatti, lo scudo blu non è da tutti. Solo i monumenti più significativi del territorio possono avere l’onore di ottenerlo. Così, Pietrabbondante, il 22 luglio darà il benvenuto al simbolo europeo, con una cerimonia di inaugurazione che avrà luogo alle porte dell’area archeologica che ospita uno tra i più importanti santuari sanniti d’Italia. Lo Scudo Blu è previsto dalla Convenzione dell’Aja del 14 maggio 1954. Il primo in assoluto ad essere apposto in Molise è stato quello di Altilia, il secondo sarà a Pietrabbondante. 




Grazie allo Scudo Blu, i Siti Culturali possono beneficiare dell’intera protezione della legge internazionale in caso di conflitti armati e di catastrofi naturali, nonché richiamare l’attenzione sull’importanza ed il valore di un Bene Culturale, la cui conservazione costituisce una priorità per tutti i popoli del pianeta. Danneggiare un’opera o un bene culturale significa compiere un oltraggio per l’intera umanità. Ogni popolo infatti contribuisce alla creazione di un database di Cultura mondiale. La Cultura, quella con la C maiuscola, troppo spesso è sottovalutata nel nostro Paese e privata delle giuste attenzioni. Sia per quanto riguarda la valorizzazione e la conservazione, sia per gli investimenti economici nel settore. È invece un patrimonio fondamentale per tutta la penisola, motore di sviluppo da saper utilizzare con cura. Tra un mese, dunque, lo scudo proteggerà l’antico mondo sannita. Quel popolo fiero che osò difendersi dalla dominazione romana.
A Z

Primo Piano Molise

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...