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Tuesday, February 14, 2012

Immagini dall'area archeologica sommersa dalla neve...

Posted by MAKMU ta On Tuesday, February 14, 2012

Ingresso area archeologica
Non nevica più, forse. Oggi bimbi e ragazzi sono tornati sui banchi di scuola. Anche l'area archeologica ha riaperto i battenti, ma per "qualche" giorno non sarà accessibile, a causa delle montagne di neve che intralciano il passaggio e ricoprono tutto. 

Eccovi le FOTO in ESCLUSIVA.
Ingresso biglietteria

Casetta dei custodi

Thursday, February 9, 2012

Scuole chiuse in attesa della nuova tormenta di domani..

Posted by MAKMU ta On Thursday, February 09, 2012





Tutte le scuole della regione sono chiuse fino a sabato (incluso). Si tornerà sui banchi lunedì 13 febbraio.
Oggi giornata di tregua su Pietrabbondante, anche il sole è tornato ad illuminare il paesino a mille metri. Ma da stanotte, secondo le previsioni meteo e il bollettino della Protezione Civile, tornerà ad impazzare la tormenta. Le precipitazioni nevose continueranno per tutta la giornata di venerdì. Prepariamoci.
Ecco altre immagini catturate ieri mattina..

Via Borgo

Pensilina

Cornicioni ghiacciati
Monte Caraceno
Buro


Corso Sannitico


Ingresso dell'area archeologica con scudo blu
Fonte Vecchia imbiancata

Monday, December 12, 2011

Teatro Molise

Posted by MAKMU ta On Monday, December 12, 2011

Ma il Molise dov' è? Chi non avrebbe (quanto meno) qualche attimo di «spaesamento» prima di rispondere? Lo si confonde spesso con l' Abruzzo, lo si associa, a seconda dei versanti, con la Campania o la Puglia. Ma al di là della collocazione geografica, la piccola regione nel cuore dell' Appennino è praticamente sconosciuta. Un cuore di natura e storia dell' Italia tutto da scoprire. Non fatevi ingannare dal territorio relativamente piccolo. Tra la lineare costa di Termoli e le aspre vette del Matese, l' orografia è dolcemente movimentata e genera molte anime. Riconducibili, però, a una natura agreste che ancora prevale con gentilezza e nostalgia sugli sprazzi di modernità. 

Questa è la terra dei contadini fieri, seppur vessati, dei romanzi di Francesco Jovine; e dei pastori, la «gente buona», del poeta dialettale Eugenio Cirese. Questa è la terra che ha vissuto per millenni lungo le vie della transumanza, lunghi mesi di esilio con gli animali ma anche di dialogo e di scambio con le genti dei paesi che si attraversavano. 

La traccia dei tratturi. Ecco che una proposta per un weekend molisano può essere quella di seguire la traccia dei tratturi, delle vere e proprie autostrade della pastorizia che un decreto dell' epoca aragonese stabilì di una larghezza pari a 111 metri e 60 cm, un multiplo della misura di riferimento del regno, il passo napoletano. Il Molise è solcato da quattro grandi tratturi, il L' Aquila-Foggia (244 km), detto anche «tratturo regio», il Pescasseroli-Candela (211 km), il Celano-Foggia (207 km) e il Castel di Sangro-Lucera (127 chilometri). Ci sono poi i «tratturelli» di collegamento larghi dai 32 ai 38 metri. Se si escludono le strade principali, statali e provinciali, ancora oggi che la transumanza a piedi non si pratica più da almeno 30 anni sembra esserci una sorta di rispetto per queste vie dell' identità molisana, come è possibile constatare da qualsiasi altura. E le case confinanti continuano a non avere finestre o altre aperture sulla carreggiata. Città imperiale in miniatura. 

Lungo i tratturi e nelle zone circostanti viaggia la storia della regione. Quella degli indomiti Sanniti che popolarono questi territori mettendosi a un certo punto a capo di tutte le gens italiche coalizzate contro Roma. E quella appunto dei Romani, infine vincitori con una feroce repressione. La prima arroccata sulle alture dove si custodivano i centri del potere ma senza una vera organizzazione urbana; la seconda a valle, costruita in modo razionale, sicura della sua potenza e della sua capacità di controllare e dominare qualsiasi pericolo. Un confronto di luoghi e di strategie. Prendiamo la straordinaria Sepino, in provincia di Campobasso, chiamata anche Altilia. Se l' antico insediamento sannita, Saipins, sorge con le sue rovine a quasi mille metri di altezza, giù sul Pescasseroli-Candela c' è una città imperiale in miniatura ottimamente conservata con il cardo e il decumano lastricati, la basilica con le colonne ioniche, il foro, le terme, il teatro, le porte fortificate. Su una di queste, una lapide ammonisce gli amministratori locali di non esagerare con i dazi (e le mazzette) da imporre ai guardiani delle mandrie di passaggio: Sepino era infatti una sosta doganale obbligata. Come nel Settecento Restaurata salvaguardando anche le case settecentesche costruite in alcuni punti sulle rovine, questo sito si può visitare a ingresso libero, sentendosi così un po' come i viaggiatori stranieri del Settecento. Anche perché non è difficile trovarvi pascolare le mandrie di ovini o di mucche podoliche. Nell' area, gli «stigli» (i covoni di legna) e la vite «maritata» attorno agli olmi e agli aceri testimoniano una viva presenza contadina. Più a ovest il paese di Bojano ha il suo contraltare sannita in alto nel borgo di Civita (poi sviluppatosi in epoca medievale, panorama spettacolare) e nei resti del tempio di Ercole Curino a Campochiaro (da visitare su richiesta). 

Ma il posto più straordinario della civiltà autoctona è Pietrabbondante, tra le alture della provincia di Isernia. Per arrivarci si intravvedono o si attraversano una serie di paesini che si aggrappano sulle colline, conquistandone quasi sempre solo un versante. Ecco la suggestiva Pesche, una serie in verticale di viuzze e caverne, dove in questo periodo si svolge la rassegna «I presepi nel presepe»; ecco Carpinone, da dove parte (in estate) uno dei più emozionanti trenini d' Italia, su e giù per gli Appennini fino a Pescara; ecco Carovilli, famosa per i suoi formaggi, punto di incontro tra il Castel di Sangro-Lucera e il Pescasseroli-Candela, con una bellissima chiesa tratturale ai piedi di una roccia appena fuori dall' abitato; ecco Pescolanciano dominata dal castello medievale dei d' Alessandro (visitabile), dove è possibile cogliere gli emozionanti racconti della transumanza da Maria Assunta: chiedete di lei in paese, troverete una donna che dopo aver preparato per anni gli stazzi e aver aiutato le pecore a far nascere gli agnellini, ha portato un po' di femminismo in queste lande, vivendo il ' 68 da «pastora» («Le militanti cittadine, quando andavo alle manifestazioni, erano tutte incredule»). 

L' abete bianco Pietrabbondante si raggiunge dopo aver attraversato la riserva di Collemeluccio, protetta dall' Unesco, uno dei rari posti in Italia che può vantare l' abete bianco autoctono. Lo straordinario sito archeologico domina da oltre mille metri di altitudine la valle del Trigno (sotto passa il Celano-Foggia): un imponente santuario per i sacrifici rituali e un teatro dove il Senato si riuniva per decidere le sorti del primo Stato confederato della storia. Particolarità: la platea ha i sedili ergonomici con lo schienale curvo. Un esempio «preistorico» di design. 

Dall' omonimo paesino, che si estende sotto un' aspra roccia, la vista spazia fino ad Agnone, il celebre paese delle campane. Seguendo più a ovest il Castel di Sangro-Lucera si tocca sant' Angelo in Grotte, paese normanno con una caverna in cui si rivive il culto di san Michele Arcangelo. Qui la via della transumanza si unisce a quella dei pellegrini del XXI secolo che riscoprono a piedi la strada verso il santuario di Monte Sant' Angelo, sul Gargano. Più a valle, prima di entrare in terra pugliese, un' altra deviazione dal tratturo fa scoprire il sorprendente castello di Gambatesa, una rocca normanna interamente affrescata nel ' 500 da Donato Decumbertino, allievo del Vasari. Scene classiche, festoni di frutta, tromp l' oeil . E così, mentre tra le viuzze del paese nella notte di san Silvestro risuonavano (come adesso) le note dei suonatori del bufù (un particolare tamburo a frizione della tradizione molisana), il signorotto locale Andrea Di Capua, duca di Termoli, si poteva sentire come un Medici.

Articolo pubblicato su "Il Corriere della Sera" del 10 dicembre 2011. Firma di Alessandro Cannavò

Friday, December 2, 2011

Pietrabbondante come Cuzco?

Posted by MAKMU ta On Friday, December 02, 2011

Foto di Franco Valente
L'architetto Franco Valente ha individuato tra le mura poligonali sannitiche che circondano l'incantevole teatro, una pietra dai dodici angoli, come quella che si trova nell'antica capitale Inca del Perù. 

Cliccando sul link qui in basso, scoprirete il perché:

http://www.francovalente.it/2011/11/30/anche-a-pietrabbondante-una-pietra-dai-dodici-angoli/

Wednesday, October 5, 2011

Visita al teatro con Franco Valente

Posted by MAKMU ta On Wednesday, October 05, 2011

Visita guidata domenica scorsa nell'area archeologica di Pietrabbondante con l'architetto Franco Valente.
Lo storico ha raccontato perchè, secondo varie teorie, nel nostro territorio era situata l'antica città di Aquilonia. Valente parte dall'espressione "i catunzi di Pietrabbondante". "A fine '800 - ha spiegato - un archeologo romano parlò di una visita nella città di Catunzia, parola che in osco e poi tradotta in latino fa riferimento ad Aquilonia. Il testo di Tito Livio indica il luogo dell'ultima battaglia, nel 289 a.C., dei Sanniti contro Roma, per la quale furono convocati tutti i giovani valorosi del Sannio". L'architetto si riferisce alla "lintaeata", la zona rettangolare delimitata da teli di lino in cui i guerrieri sanniti avrebbero fatto un giuramento "fino alla morte". "Tito Livio - ha aggiunto Valente - sembra che descriva proprio la forma di un teatro. Dice, inoltre, che il luogo misurava 200 piedi di larghezza, che corrispondono a 54 metri, la stessa misura delle mura che circondano il teatro".
Lo storico molisano ha anche sottolineato che i sedili delle prime tre file del teatro non erano riservati a personaggi particolari, ma molto probabilmente coloro che sedevano ai primi posti avevano pari dignità degli altri. Un 'ulteriore conferma dell'ipotesi che vede nel teatro il luogo dell'assemblea di tutti i rappresentanti e le più alte cariche delle tribù dell'intero Sannio. "Bisogna ricordare - ha concluso Valente - che il teatro di Pietrabbondante è l'unico al mondo di stile ellenistico con sedili anatomici".

Tuesday, August 9, 2011

Odi et Amo, l'amore al tempo degli antichi

Posted by MAKMU ta On Tuesday, August 09, 2011

Dopo il successo di Eleonora Brigliadori con il “Truculentus” di Plauto, stasera il Sannita Teatro Festival propone uno spettacolo ispirato all’ universale “Odi et Amo” di Catullo. Si intitola così la rappresentazione teatrale che Edoardo Siravo e la Compagnia Stabile del Molise porta in scena nell’incatevole teatro sannitico di Pietrabbondante. Un viaggio nella cultura classica con una sensibilità tutta moderna. Una lettura di testi poetici greci e latini dedicati all’amore. La frase di Catullo è la premessa che apre una vasta riflessione sull’argomento. Una tematica da sempre al centro del dibattito, sia nella letteratura greca che nella cultura del mondo romano. Lo spettacolo è strutturato attraverso un percorso che si snoda attraverso i grandi lirici greci, come Saffo, Anacreonte, gli autori latini come Catullo, Virgilio, Orazio e poi Ovidio, Tibullo e Properzio. Infine, saranno presentate alcune divagazioni di scrittori tragici come quella dell’Ippolito e della Medea di Euripide. “Sospeso tra amore e memoria, tra vita e poesia, questo spettacolo, portato in palcoscenico da Edoardo Siravo. Silvia Siravo e Paola Cerimele, vuole offrire un’opportunità di conoscenza non meramente esegetica e filosofica, ma una fruizione diretta delle opere dei nostri antenati, un contatto diretto con loro più fervido e appassionato: un modo per rivivere nel nostro animo quelle emozioni antiche, remote, di risalire il fiume dei segni che ci arriva dalle civiltà di chi noi siamo eredi diretti, di cogliere nel modo più profondo il senso poetico e drammatico, della visione dell’amore, del sentimento, della vita di quel tempo.”


L’appuntamento è stasera, 9 agosto, alle 19.30 presso l’area archeologica di Pietrabbondante.







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