Come scrive Vasco Rossi sulla sua pagina di facebook:
Tempo fa avevo pubblicato qui il logo di una copertina che mi era piaciuta.
“Zingare Spericolate”
Bene oggi posso darvi la notizia che si tratta di un libro appena pubblicato
Da Vania Mancini.
Vania è una cara amica. La conosco da anni.
È stata una giovane “pasionaria” piena di entusiasmo, ideali e impegno politico.
Ha partecipato attivamente alla vita e alla cultura alternativa romana frequentando centri sociali, manifestazioni e assemblee.
Ultimamente ha cominciato a dedicarsi ad attività concrete di sostegno.
Da alcuni anni frequenta una comunità di Zingari romani.
Questo libro nasce dalla sua esperienza e dalla necessità di comunicarla.
Di provare cioè a raccontarci un po’ come sono questi “Zingari”. Di farceli conoscere.
Si ha sempre paura di ciò che non si conosce. E in questo momento di isteria xenofoba mi sembra già una cosa interessante.
VANIA MANCINI è operatrice culturale, coordinatrice nella zona Roma Nord del progetto di scolarizzazione dei minori Rom con l'Arci Solidarietà Lazio per il dipartimento delle Politiche Educative del Comune di Roma, originaria di Pietrabbondante e autrice di Cheja Celen Ragazze che ballano. Zingare Spericolate è il suo nuovo libro nel quale racconta anche del suo paese di origine.
Cenerentole del 2000...sono le "Cheja Celen", ragazze che ballano,che accudiscono le baracche e i fratellini, chiedono l'elemosina, girano per "cassonetti", che si trasformano da bambine in principesse di un popolo senza terra.
Splendide ballerine acclamate dal pubblico, come Cenerentola perdono le scarpe durante le loro danze perchè a loro piace ballare a piedi nudi quando si scaldano sul palco..
Alla fine dello spettacolo come nella favola, tornano nel loro campo "ognuna a rincorrere i suoi guai", senza neanche la speranza di un principe nella vita che le vada a salvare..
Questo libro racconta le loro storie, al ritmo delle canzoni di Vasco, e illustra attraverso lo sguardo di Tano D'Amico, momenti delle loro esperienze.
Con le parole dell'autrice: "Il mondo che vorrei è un mondo dove non esistono persone costrette a vivere in un campo Rom senza documenti e senza diritti. Vorrei un mondo dove non si possa solo perdere..e alla fine non si perde neanche più.." Fonte: VascoRossi
Sempre dal sito di Vasco Rossi un'intervista all'autrice
"Ho deciso di intitolare il mio libro Zingare spericolate, ispirata dalla famosa canzone di Vasco Rossi "Vita Spericolata".
Perché i testi delle canzoni di Vasco sono "magici"...Vasco è un "Gitano del Rock" e riesce ad interpretare la vita attraverso la musica e descrive in modo incisivo sentimenti e stati d'animo con le sue parole...
Il libro racconta le storie di vita dei bimbi Rom...e delle persone , scuole ed associazioni che attraverso la mia mediazione culturale si sono avvicinate al mondo Rom ...anche dei tassisti ci hanno aiutato a portare le bambine gratis a realizzare alcuni spettacoli..durante la presentazione del mio primo libro "cheja celen...ragazze che ballano in Rom ".
Le storie delle Rom sono intervallate dalle parole delle canzoni di Vasco "colonna sonora" di questo libro...che oltre a fotografarne, lo stato d'animo, ne interpreta i sentimenti più profondi... per chi deve pagare tutti i giorni il fatto di non vivere ... "come secondo loro pare"... mentre avere il coraggio di vivere una vita diversa è "pericoloso" o comunque... "SPERICOLATO"... e chi dimostra di non aver paura del "pericolo" nell'intraprendere una strada di una scelta diversa di vita... in questa "jungla metropolitana".
Spericolate : libere dentro..spregiudicate… libere di rompere con antiche tradizioni, ma senza rinnegare la propria cultura anzi portandola con sé in ogni spettacolo, in ogni viaggio in ogni movimento, in ogni gesto, in ogni danza, in ogni nota, in ogni canzone...senza regole senza schemi senza coreografie coatte, in modo spontaneo ed improvvisato, in un ballo "primordialmente anarchico " come dei veri "animali da palcoscenico".
Delle piccole Carmen, come nell'opera di Bizet, fiere nella loro furberia gitana e nel loro istinto libertario.
Irriducibili al dominio maschile le bambine rom le descriverei come delle danzatrici "naufraghe in questa ISOLA dei NON FAMOSI" chiamata da noi campo Rom... perdendo per sempre l'idea del tempo associata ai propri bisogni e desideri...per costringerle a battere al ritmo scandito dalla televisione, dalla "società cosiddetta civile"...la precarietà della loro vita le mantiene in un purgatorio nell'impossibilità di guardare al domani, di guardare oltre.
Nel libro parlo di Pietrabbondante nel Molise, il mio paese d'origine...che come Zocca per Vasco...è sempre stato nel mio cuore e nelle mie storie ... lì si trova, la mia "piccola jungla"... dove ero libera di girare nei campi d'Ortovecchio" e mi tuffavo nel fiume cercando di prendere i pesci sotto le pietre...ma tornavo a casa solo con dei girini...che poi si trasformavano in Rane "el sapo"... soprannome che mi han dato gli indigeni in Messico…e portafortuna della mia vita!
A Pietrabbondante c'è un antico teatro sannita in pietra ritrovato dopo alcuni scavi ...una vera bellezza... lì abbiamo realizzato con Tano D'Amico alcune delle foto nel libro perché credo che l'espressione dei popoli attraverso il teatro le danze i racconti e la musica… sia utile per capire la loro evoluzione le loro diversità ed in fondo le loro similitudini .
Il teatro è un ricordo d'infanzia, le prime rappresentazioni teatrali che vidi a Pietrabbondante, hanno sviluppato in me la passione e la ricerca delle varie culture... per noi del paese è magico, e porta con sé un energia particolare, la notte andavamo li a meditare sulle nostre paure i nostri sogni, la voglia di provare anche sbagliando... ci sentivamo un po i "parlamentari dell'universo"... la stessa magia che provo durante i concerti di Vasco, lo stesso rituale che mi fa rivivere queste emozioni, di trasgredire nel sentire in un modo diverso la vita nella voglia di provare e percepire anche ciò che non si vede che non si deve perché un po' troppo spericolato... la stessa magia su quel palcoscenico con Vasco dove lui rappresenta per me come in un grande teatro sul palcoscenico in ogni canzone il segreto di sentimenti, paure passioni che possano dare un senso al ritmo dell'universo"
Vania Mancini... el sapo. Fonte: Vasco Rossi.
Le Chejà Celen su Facebook.









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